L'infanzia di Gesù

18.10.2013 08:21

L’ORIGINE

 

Merita attenzione il terzo volume di Benedetto XVI su Gesù di Nazaret pubblicato alla fine del 2012. E’ l’ultimo libro del Papa emerito prima di lasciare il pontificato. Ha dunque tutto il sapore di un testamento. Motivo in più per far tesoro delle sue parole. Il primo volume si incentrava sulla missione pubblica del Signore (dal battesimo alla trasfigurazione) e il secondo sul mistero pasquale (dall’ingresso in Gerusalemme alla risurrezione). Il presente libro riguarda il periodo dell’Infanzia di Gesù. Dal Papa viene definito come “sala di ingresso” per la quale entrare nel mistero del Signore e per approfondire il nostro credo nell’Anno della fede. Per noi giuseppini è di particolare interesse, dato che investe anche la figura del nostro Patrono san Giuseppe. E’ questo il motivo che ci spinge a  presentare con una serie di articoli questa opera del Papa, dando spazio soprattutto alla figura di San Giuseppe. Per una giusta interpretazione biblica, si osserva nella premessa, occorrono due passi.  “Da una parte, bisogna domandarsi che cosa intendevano dire con il loro testo i rispettivi autori, nel loro momento storico”. Questa è la componente storica dell’esegesi, ma non basta. Afferma infatti Benedetto: “la seconda domanda del giusto esegeta deve essere: è vero ciò che è stato detto? Riguarda me? E se mi riguarda, in che modo?”. Il vangelo non riporta solo il passato, ma interroga qui e ora. E dunque siamo chiamati a coinvolgerci personalmente seguendo la vicenda di Gesù.

 

Il primo capitolo è intitolato “Di dove sei tu?” (Gv 19,9). E’ l’interrogativo di Pilato al momento del processo e della condanna alla crocifissione. E’ “la domanda circa l’origine di Gesù quale domanda circa l’essere e la missione”. La sua provenienza può infatti svelare la sua identità e il compito della sua vita. “Non è costui il falegname?” (Mc 6,3), “il figlio di Giuseppe di Nazaret?” (Gv 1,45). Come fa a dire che è “disceso dal cielo?” (Gv 6,42). Le genealogie trasmesse da Matteo e da Luca, pur differenti, offrono una risposta. Il primo parte da Abramo e riconosce la venuta del Messia promesso alla discendenza di Davide; il secondo risale fino ad Adamo, come espressione di una promessa che riguarda tutta l’umanità. Osserva il Santo Padre: “Se in Matteo è la promessa davidica a caratterizzare la struttura simbolica del tempo, Luca intende mostrare che in Gesù è l’umanità che comincia nuovamente”. Così con Maria e Giuseppe c’è un nuovo inizio. Comprendere “da dove viene” Gesù è fondamentale, apre la porta al mistero dell’Incarnazione e si riveste di un fascino unico. “Giuridicamente Egli era figlio di Giuseppe,ci dice Luca (cfr 3,23). Quale fosse la sua vera origine, l’aveva descritto già precedentemente nei primi due capitoli del suo Vangelo”.

 

Angelo Catapano (continua)